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Levrieristi
si nasce... la mia passione per lo Sloughi Breve storia di "Arabian
Beauty"
Desiderare
un levriero non è una scelta comune, a maggior ragione, in un mondo che
segue le mode cinofile a discapito di molte razze…
Volere
un levriero come il cane per la vita ha nel suo contesto una magia che
racchiude il gusto personale nel ricercare la bellezza di questa razza
ancora sconosciuta a molti.
Forse
qualche levrierista è diventato tale perché suggestionato da antichi
dipinti nei quali il cane veniva ritratto in devota ammirazione del nobile
padrone, plasticamente allungato nella corsa o in scene di caccia…
Altri
hanno avuto la fortuna di coltivare la loro passione perché hanno provato
il cosiddetto “Colpo di fulmine” nel vedere la fierezza del
portamento di un cane figlio del vento che affascina per la sua natura,
forma artistica in movimento.
Nel
mio caso, il desiderio di avere come cane e amico fedele un particolare
levriero, è cresciuto con me…
Da
piccola avevo un sogno ricorrente, rimanevo affascinata da un cane dal
manto chiaro il quale correva velocissimo, pareva volasse fra montagne di
sabbia che rinverdivano al suo passaggio. Gioivo nel vederlo così felice,
libero , correva leggero senza sentir fatica.
Quel
cane si divertiva a dipingere il paesaggio di verde e fiori colorati.
Ricordo
che andavo ancora all’asilo e lì, cominciai a tradurre quel sogno in
disegni.
Non
avevo mai visto dal vero un cane con un corpo magro, ma forte, linee
accentuate ed elegantissime le quali mi piacevano così tanto da
continuare a ripeterne graficamente il profilo.
La
mia curiosità, con il passare degli anni, si fece più intensa. Se di una
razza canina si trattava, questa poteva essere un tipo di levriero. Per
avere una risposta certa, decisi di recarmi direttamente al club del
levriero di Spinea (VE). Lì conobbi la signora Franca Leandri , la quale
con molta disponibilità ascoltò la descrizione del mio sogno: il cane
aveva una struttura quadrata e slanciata, il pelo raso, la coda lunga e le
orecchie triangolari ricadenti ai lati della testa moderatamente
allungata.
Franca
mi disse subito che si poteva trattare dello “Sloughi”, una razza
rara, “il nobile” guardiano delle tende dei Beduini Arabi, ma verificò
se avevo le idee chiare, mostrandomi diverse immagini e fotografie di
altre tipologie di levriero poiché un occhio inesperto poteva confonderle
facilmente. Conobbi così le caratteristiche morfologiche e caratteriali
di Azawakh, Grey Hound, Saluki, Whippet ecc, ma quando spuntò tra tutte
le immagini uno Sloughi lo indicai subito senza esitare con grande
emozione: IL MIO SOGNO ESISTEVA DAVVERO!

Franca
mi diede tutte le informazioni sulla razza, ma mi disse anche che era
difficile poter vedere degli Sloughi poiché in quel periodo non
esistevano cuccioli disponibili in Italia. Mi diede il nome di
un’allevatrice tedesca esperta della razza che risiedeva in quel momento
vicino a Pisa. Ora la mia missione era conoscere questa persona speciale e
capire se effettivamente il Levriero Arabo poteva essere il cane dei miei
desideri. Scelta ponderata la mia, così che passò un altro anno nel
quale fui invitata a parlare del mio sogno nel cassetto durante una
trasmissione di Iva Zanicchi (OK il prezzo è giusto).
I
premi che vinsi li tramutai nello chalet di legno e nel recinto per il mio
cane ancora virtuale. Nel frattempo dovevo preparare la tesi per
diplomarmi all’Accademia di Belle Arti e colsi l’occasione per andare
a scolpire l’opera per la mia tesi alle cave di Carrara... Pisa era
vicina! Fu così che conobbi una persona davvero unica, Karin Schirmer,
appassionata allevatrice del Levriero Arabo.
Rimasi
per mezza giornata a bocca aperta per la meraviglia. Vidi non uno, ma
diversi Sloughi tutti bellissimi, i miei dubbi svanirono in un attimo. Il
Levriero Arabo era proprio il cane dei miei sogni…
Prenotai
un cucciolo, ma dovetti aspettare altri due anni, Karin viaggiò
all’estero perché aveva studiato una nuova linea di sangue molto
promettente, a me l’onore di fare la prima scelta della cucciolata.
Il
12 Gennaio del 2000, per la prima volta, abbracciai il mio sogno:
“INTISSAR’S FIONA”.
Fiona
a tre mesi era tenerissima, nel suo corpo goffo inciampava nelle sue gambe
lunghe come un piccolo di cerbiatto.
Apparentemente timida, presto socializzò con gli altri animali di casa.
A
sei mesi frequentò, diplomandosi (con la padrona), un corso di obbedienza
in Svizzera, dove la piccola Fiona imparò, oltre alle buone maniere,
anche a difendersi da amici più grandi ed aggressivi... Come? CORRENDO!
Arrivarono
presto i primi successi sui ring, i Best in Show delle prime esposizioni
locali portarono premi importanti. Si classificò prima assoluta anche ai
Vitality Dog Friskies e al Purina tenuto a Torba (VA) nel 2001.
Fiona
fu richiesta per uno spot pubblicitario andato in onda sulle reti
nazionali private (Monica Sport) e per una sfilata di moda.
Ancora
giovane al raduno dei Levrieri vinse il 1° ecc. BOB miglior giovane e
migliore di razza e si classificò 3° al raggruppamento giovani 2001.
Cresciuta ottenne sempre il BOB alle mostre nazionali e 1° ecc. BOB CAC.
Nell’estate
del 2004 portai Fiona al raduno internazionale dello Sloughi a
Donauschingen in Germania.

Lì
ottenne un ottimo giudizio da un giudice spagnolo: femmina molto tipica,
bella silhouette, dentatura corretta, orecchie ben portate,
bell’espressione... e soprattutto ottenne l’attenzione di un noto
allevatore di fama internazionale esperto della razza che conosceva
perfettamente la sua discendenza: Eckard Schritt dell’allevamento Schuru
Esch Scham. Grazie a Karin Schirmer e ai signori Schritt, Fiona fu
felicemente accoppiata col suo principe azzurro: il campione Kalim
Schuru-Esch-Schams.
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