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Il
nobile che arriva dal deserto
Lo
Sloughi è una razza antichissima e storicamente ricca di importanti
testimonianze che ci descrivono un segugio del deserto molto stimato dalle
varie popolazioni del nord Africa che ancora oggi ne rivendicano
l’origine…
Dalla
valle dei Re ci è giunta una mummia diretta antenata dell’attuale
Sloughi (oggi conservata al museo del Cairo) risalente a 5000 anni fa.
Molti
geroglifici egizi e mosaici romani ritraggono levrieri dalla struttura e
dai colori tipici dello Sloughi unica razza (che nel mondo arabo si
distingue per coraggio fierezza e fedeltà) degna di sepoltura.

La
storia dello Sloughi è legata alla storia dell’uomo che attraverso i
secoli si insediò nel nord Africa.
Berberi,
beduini condottieri romani, arabi, europei colonizzatori e nobiltà del
vecchio continente importarono e allevarono con passione la razza fino ai
giorni nostri.
Nel
1850 il generale Daumas scrive durante i suoi viaggi in Marocco, Algeria,
Tunisia, dell’attaccamento e della devozione per lo Sloughi da parte
delle popolazioni locali “Lo Sloughi rappresenta la ricchezza e la
fortuna della famiglia. Non viene considerato come un cane ma come un
nobile, con lui il padrone condivide il pasto e la tenda. Le donne si
occupano dei suoi cuccioli sorvegliandoli costantemente, e prima di una
battuta di caccia gli dipingono le zampe con l’Hennè come rito di
protezione per il cane. Uno Sloughi non ha valore, è un compagno prezioso
nel deserto, ottimo guardiano, resistente alle insidie ambientali, forte e
coraggioso, nella caccia collabora con il falco e accompagna cavalli e
cammelli, viene considerato il più grande regalo che un uomo può fare al
suo migliore amico…”
Ai
giorni nostri in Africa viene ancora selezionato per la caccia, in Europa
lo Sloughi è uno stimato cane da compagnia e da guardia, ottimo atleta
nei cinodromi, sostiene egregiamente prove di obedience, agility e
tracking.
Il
suo temperamento caratteriale e le sue qualità di resistenza fisica non
hanno eguali.

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